C’è un mondo dietro…

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Corriere della Sera – 24 Settembre 2014

di Andrea Rinaldi

La famiglia Zoffoli. Dalla passione per la geografia del falegname Italo all’azienda che esporta ovunque un oggetto dal fascino intatto.

 

Nella foto da sinistra: Alfio, il figlio Mattia e i nipoti Diego, Giacomo e Federico.

Nella foto Mattia Zoffoli con il papà e i suoi figli.

Ce ne sono decine di tipi e dal 1949 ancora oggi ci ricordano che la Terra non è piatta. Nel paesino dell’entroterra riminese il sole sorge due volte: una sulla terra e una sui mappamondi che la ditta continua a costruire a migliaia ogni anno.

Mai se lo sarebbe sognato Italo Zoffoli un avvenire del genere per quelle sfere che realizzava nel tempo libero nel suo laboratorio di falegnameria e che faceva dipingere a tempo perso dalle suore sui colli di Rimini. Aveva una bottega in centro a Rimini dove si occupava di fare le gambe dei mobili e tornire le “cipolle” di legno dei letti e, appassionato di geografia, cominciò così a costruire i mappamondi. Dopo pochi anni l’azienda ormai avviata vinse il premio Tornio d’Oro, proprio grazie al mappamondo bar. A quel tempo si prendevano le essenze di abete e si intagliavano a mano per comporre i diciotto spicchi della sfera che poi si incastravano e saldavano. Sopra di questi veniva incollata della carta che le cinque figlie di Italo acquerellavano, ispirandosi ai planisferi del tempo.

Dagli anni ’70 si aprirono i mercati nel Nord Europa, oltre alla Germania, Inghilterra e Olanda, così dalle sfere di legno si passò a quelle in poliuretano espanso: dalle due ore per fare una mezzacalotta a 40 minuti, quando invece Italo ci impiegava anche una settimana per finire un mappamondo.

Negli anni ’80 la Zoffoli Mappamondi approdò Oltreoceano, e dieci anni dopo fu il tempo di valicare gli Urali, i russi volevano quei planisferi come complementi d’arredo.

Circa dieci anni dopo nacque “Zoffoli Geographica”, una linea di mappamondi di design, scolastici con mappa aggiornata, in acciaio e in plexiglass. Poi toccò ai Gea, con i suoi colori caldi che ricordano lo stile antico, ma con cartografia attuale, e “White”, con le terre popolate da creature fantasiose.

I globi Zoffoli, al ritmo produttivo di 30mila globi all’anno, hanno pure cominciato a ruotare verso Dubai, verso i negozi di lusso Barneys di New York, i set cinematografici del “Chiambretti night”, “Don Matteo”, “Squadra antimafia” e verso il prossimo film con Christian De Sica “La scuola più bella del mondo”.

Mattia, nipote di Italo e ultimo erede al timone di quest’azienda, dice “Toccare un mappamondo, farlo girare, ha sempre un suo fascino… il nonno Italo è stato bravo, aveva visto giusto.”


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